Osservatorio Astronomico G. Giacomotti
Osservatorio Astronomico G. Giacomotti, Loc. Cà del Monte, Cecima (PV) JD - 44° 48’ N; 09° 04’ E - 670 m s.l.m.

Oltrepò pavese

«I siti de’ monti, quando avessero altri luoghi più eminenti da i quali fussero scoperti e signoreggiati, non solo non devono fortificarsi, per essere inutili, anzi si devono sfasciare e smantellare. Ma quando non siano da altri dominati, saranno assai più forti di quelli di piano, avvertendo sopra tutto che siano capaci e spaziosi.»

G. Galilei, Trattato di fortificazione

Zucco

Per la varietà e le caratteristiche dei suoi ambienti naturali, l’Oltrepò Pavese è un patrimonio comune adatto a visitatori di ogni età: questo triangolo di terra, zona di confine tra diverse regioni, si caratterizza sia per un aspetto prettamente collinare sia per uno tipicamente appenninico, fatto di colli, monti e vallate.
Attraverso il fitto intreccio di strade e sentieri che solca questa parte del territorio pavese, è possibile prendere contatto con una natura ora rigogliosa ora addomesticata e, in alcune zone, ancora abbastanza selvaggia.

Cominciare un viaggio alla scoperta dell’Oltrepò significa entrare in contatto con i suoi luoghi e con le tradizioni (materiali, linguistiche, culinarie, di rapporto con la natura,…) figlie di una storia della quale si sono conservate importanti testimonianze: dai resti di insediamenti umani dell’età della pietra e del bronzo (il Castelliere di Guardamonte) ai reperti della colonizzazione dei Liguri e di popolazioni di origine celtica, dalle tracce della conquista dei Romani ai documenti dell’epoca di maggior splendore dell’Oltrepò, vale a dire il periodo medievale (tracciati stradali urbani ed extraurbani, abitazioni, pievi e castelli -molti dei quali aperti e visitabili).
Già prima dell’anno Mille sono noti due itinerari tuttora percorribili (la Via Francigena e la Via del Sale) che consentono al viandante di oggi come a quello di allora di spaziare nella variegata ricchezza del territorio: dai luoghi modificati dalla presenza umana a quelli che dell’uomo non presentivano neppure l’ombra.

La peculiare storia geologica delle montagne dell’Oltrepò permette infatti, ancora oggi, di trovare fossili di origine marina (soprattutto molluschi gasteropodi o bivalvi), testimonianza dell’antico oceano che, milioni di anni fa, ricopriva quasi tutto il nord dell’Italia.
Inoltre, le diverse condizioni chimico-fisiche dei suoli e la presenza di numerosi microclimi legati alla topografia locale hanno sancito l’affermazione di alcune specie vegetali in luogo di altre: ecco spiegata la coesistenza di habitat profondamente diversi gli uni dagli altri (ambienti rupestri e ambienti aridi; formazioni prative, arbustive, boschive pure o miste -faggete, castagneti).
Tra le altre, di particolare interesse risultano le numerose specie di orchidee presenti allo stato spontaneo (genere Ophris, Orchis Purpurea, Orchis ustolata). Al pari della vegetazione, anche la fauna della zona è caratterizzata dalla presenza di numerose specie perfettamente inserite nel variegato habitat locale.

Percorrere i numerosi sentieri che attraversano l’Oltrepò è dunque un invito a scoprire un intreccio di luoghi e tempi lontani e vicini, capaci non solo di affascinare, ma anche di entrare in contatto profondo, lirico e concreto, con chiunque vi si trovi a passare o a sostare.

Zucco