Osservare significa raccogliere dati grazie a strumenti che consentano un esame approfondito degli eventi in una successione ordinata di tempo. La struttura di un osservatorio è concepita come forma funzionale alla conoscenza della realtà attraverso l’ottica specifica dell’attività osservativa (del cielo, in questo caso) e delle altre attività che da essa dipendono direttamente: la ricerca, la divulgazione e la didattica dell’astronomia.

La struttura ad arco dell’Osservatorio di Cà del Monte, armonicamente inserita nel fianco della collina a costituire un intervento umano il meno invasivo possibile, è concepita infatti per costruire un dialogo continuo e integrato tra le attività di ricerca, didattica e divulgazione. Per questo i diversi ambienti (la cupola centrale del planetario e le due laterali, il teatro) sono interconnessi nello svolgimento dell’attività di osservazione (dalla raccolta ed elaborazione dei dati alla loro comunicazione a diversi utenti), per giungere a uno sguardo plurale sulla realtà.

La cupola centrale (del diametro di 7,5 m) accoglie 50 posti a sedere e ospita il planetario digitale, un ottimo strumento per la conoscenza del cielo e per sperimentare in prima persona distanze e fenomeni astronomici grazie alle simulazioni che vi vengono proiettate. Inoltre, grazie allo schermo a parete, la sala è utilizzabile anche come sala conferenze. Mentre le postazioni fisse, collocate nelle cupole laterali Est e Ovest (entrambe del diametro di 4 m), sono principalmente dedicate alla ricerca, l’attività osservativa guidata aperta al pubblico e alle scuole sfrutta la strumentazione mobile (binocoli giganti e telescopi) nello spazio aperto del teatro, sito nella zona posteriore al corpo centrale.

Nel teatro, che ospita oltre 200 posti a sedere per eventi astronomici e culturali ad ampio respiro (rappresentazioni teatrali, conferenze, concerti), è presente anche un maxischermo per la proiezione, tra le altre, di riprese dal vivo di oggetti celesti. L’inaugurazione dell’Osservatorio “G. Giacomotti”, realizzato con il contributo di Fondazione Cariplo e Regione Lombardia e di proprietà della Comunità Montana Oltrepò pavese, è avvenuta il 20 settembre 2008. La gestione didattico-scientifica della struttura è stata affidata all’Associazione Astrofili Tethys, promotrice del progetto nel 1997, con la cogestione della Società Cooperativa Sociale Teti.

La cupola centrale ospita il planetario digitale di ultima generazione (7,5 m Ø) e accoglie 60 posti a sedere: grazie al planetario è possibile simulare con estremo realismo la volta celeste (per ogni luogo della Terra ed epoca storica) e di proiettare -con la nuova tecnologia full dome- filmati di argomento astronomico ancora più coinvolgenti grazie al sistema audio Dolby Surround 5.1.

Il Planetario di Cà del Monte affianca agli spettacoli di simulazione del cielo (tra cui segnaliamo l’appuntamento con Il cielo del mese e i Racconti di stelle sotto il cielo) e alle conferenze di argomento astronomico ed extra-astronomico, la proiezione di alcuni titoli full dome che sfruttano la nuova tecnologia: sequenze di spettacolari immagini di galassie e nebulose raccolte dal telescopio spaziale Hubble; il film, adatto anche ai bambini, Space Opera, pluripremiato film per planetari, grazie al quale si affronta un avventuroso viaggio alla scoperta dei pianeti del Sistema Solare accompagnati dalla voce italiana della Principessa Leyla di Star Wars, Ottavia Piccolo.

I lavori di aggiornamento, robotizzazione e remotizzazione sono stati realizzati grazie al contributo di Fondazione Cariplo, attraverso Fondazione per lo Sviluppo dell’Oltrepò Pavese, in un progetto che rientra nel piano di finanziamenti previsto per AttivAree un programma intersettoriale di Fondazione Cariplo - Progetto Oltrepò BioDiverso.